9.4. Opzioni di kickstart

Le seguenti opzioni possono essere inserite in un file kickstart. Se preferite usare un'interfaccia grafica per la creazione del vostro file kickstart, potete utilizzare l'applicazione Configurazione Kickstart. Per maggiori dettagli, consultate il Capitolo 10.

NotaNota Bene
 

Se l'opzione è seguita dal carattere di uguale (=), dopo di esso occorre specificare un valore. Nei comandi di esempio, le opzioni in parentesi ([]) sono argomenti facoltativi per il comando.

autopart (facoltativo)

Creare automaticamente le partizioni — Una partizione root (/) da 1GB o maggiore, una partizione swap, e una partizione di avvio idonea per l'architettura. Una o più delle dimensioni della partizione di default può essere ridefinita con la direttiva part.

autostep (opzionale)

Simile a interactive, con la differenza che questo comando passa automaticamente alla schermata successiva. Viene utilizzato soprattutto per le operazioni di debugging.

auth o authconfig (obbligatorio)

Configura le opzioni di autenticazione per il sistema. È simile al comando authconfig, che può essere eseguito dopo l'installazione. Per default, le password sono cifrate, e non viene attivata la modalità shadow.

--enablemd5

Utilizza la cifratura md5 per le password utente.

--enablenis

Attiva il supporto NIS. Per default --enablenis usa qualsiasi dominio accessibile dalla rete. Un dominio va sempre impostato manualmente tramite l'opzione --nisdomain=.

--nisdomain=

Il nome del domino NIS da utilizzare per i servizi NIS.

--nisserver=

Server da utilizzare per i servizi NIS (default).

--useshadow o --enableshadow

Usa password shadow.

--enableldap

Attiva il supporto LDAP nel file /etc/nsswitch.conf. Il sistema cerca le informazioni degli utenti (UID, directory home, shell, ecc.) da una directory LDAP. Per usare questa opzione dovete aver installato il pacchetto nss_ldap e occorre inoltre che specifichiate un sever e un DN di base con --ldapserver= e --ldapbasedn=.

--enableldapauth

Attiva il metodo di autenticazione LDAP. Il modulo pam_ldap viene utilizzato per l'autenticazione e per il cambio delle password nella directory LDAP. È necessario aver installato il pacchetto nss_ldap. Dovete inoltre specificare un server e un DN di base con --ldapserver= e --ldapbasedn=.

--ldapserver=

Se avete indicato --enableldap oppure --enableldapauth, specifica il nome del server LDAP da utilizzare. L'opzione viene impostata nel file /etc/ldap.conf.

--ldapbasedn=

Se specificate --enableldap o --enableldapauth, usate questa opzione per specificare il DN (distinguished name) nell'albero della directory LDAP sotto il quale vengono conservate le informazioni inerenti l'utente. Questa opzione viene impostata nel file /etc/ldap.conf.

--enableldaptls

Utilizza le ricerche TLS (Transport Layer Security). Questa opzione consente a LDAP di inviare nomi utente e password cifrati a un server LDAP prima dell'autenticazione.

--enablekrb5

Usa Kerberos 5 per autenticare gli utenti. Il sistema Kerberos non conosce le directory home, gli UID o le shell, perciò se abilitate l'opzione Kerberos, dovete rendere noti a questa postazione di lavoro gli account degli utenti, abilitando LDAP, NIS o Hesiod o usando il comando /usr/sbin/useradd affinché la workstation li riconosca. Per poter usare questa opzione dovete aver installato il pacchetto pam_krb5.

--krb5realm=

Il realm di Kerberos 5 a cui appartiene la workstation.

--krb5kdc=

KDC che risponde alle richieste dei client kerberos. Se avete più KDC, separate i loro nomi con una virgola (,).

--krb5adminserver=

Il KDC nel realm che sta eseguendo kadmind. Questo server gestisce la modifica delle password e le altre richieste di amministrazione. Se avete più di un KDC, questo server va eseguito sul KDC master.

--enablehesiod

Attiva il supporto Hesiod per la ricerca della directory home, dell'UID e della shell degli utenti. Per maggiori informazioni sul servizio e le sue impostazioni, consultate il file /usr/share/doc/glibc-2.x.x/README.hesiod, incluso nel pacchetto glibc. Hesiod è un'estensione del DNS e usa i record del DNS per la memorizzazione delle informazioni sugli utenti, sui gruppi di utenti e altro ancora.

--hesiodlhs

L'opzione Hesiod LHS ("left-hand side") viene impostata nel file /etc/hesiod.conf. È utilizzata dalla libreria Hesiod per determinare il nome del DNS per la ricerca delle informazioni, in modo analogo all'uso di un DN da parte di LDAP.

--hesiodrhs

L'opzione Hesiod RHS ("right-hand side") viene impostata nel file /etc/hesiod.conf. Questa opzione è usata dalla libreria Hesiod per determinare il nome del DNS per la ricerca delle informazioni, in modo analogo all'uso di un DN da parte di LDAP.

SuggerimentoSuggerimento
 

Per la ricerca delle informazioni sull'utente "jim", la libreria Hesiod cerca jim.passwd<LHS><RHS>, che dovrebbe corrispondere a un record TXT simile, nell'aspetto a (jim:*:501:501:Jungle Jim:/home/jim:/bin/bash). Per quanto riguarda i gruppi, la situazione è identica e viene usato: jim.group<LHS><RHS>.

La ricerca degli utenti e dei gruppi in base al numero avviene creando un file "501.uid", come CNAME per "jim.passwd" e un file "501.gid" come CNAME per "jim.group". Ricordatevi che davanti a LHS e RHS non viene posto il carattere [.] quando la libreria determina il nome da cercare. LHS e RHS iniziano solitamente con un punto.

--enablesmbauth

Abilita l'autenticazione di utenti sulla base di un server SMB (di norma un server Samba o Windows). Il supporto per l'autenticazione con SMB non conosce la directory home, l'UID o la shell degli utenti, dunque per poter usare questa opzione dovete rendere noti gli account utente alla workstation abilitando LDAP, NIS o Hesiod o utilizzando il comando /usr/sbin/useradd. Per usare questa opzione dovete aver installato il pacchetto pam_smb.

--smbservers=

Indica il nome del (o dei) server da usare per l'autenticazione di tipo SMB. Quando specificate più di un server, separate ogni nome con una virgola (,).

--smbworkgroup=

Indica il nome del workgroup per i server SMB.

--enablecache

Abilita il servizio nscd, che memorizza le informazioni di cache sugli utenti e sui gruppi e informazioni di altro genere. Questo si rivela particolarmente utile se distribuite informazioni relative a utenti e gruppi nella rete usando NIS, LDAP o Hesiod.

bootloader (obbligatorio)

Specifica quale boot loader installare (LILO o GRUB) e il modo in cui installarlo. Questa opzione È obbligatoria sia per le installazioni sia per gli aggiornamenti. Per gli aggiornamenti, se --useLilo non è specificato e LILO è il boot loader attualmente in funzione, esso verrà sostituito da GRUB. Per conservare LILO durante gli aggiornamenti, utilizzate il comando bootloader--upgrade.

--append=

Specifica i parametri del Kernel. Per specificare parametri multipli, separateli con gli spazi. Per esempio:

bootloader --location=mbr --append="hdd=ide-scsi ide=nodma"
--driveorder

Specificare quale unità è la numero uno nell'ordine di avvio del BIOS. Per esempio:

bootloader --driveorder=sda,hda
--location=

Indica dove viene memorizzato il record di avvio. Dei valori validi possono essere: mbr (default), partition (installa il boot loader sul primo settore della partizione che contiene il kernel) o none (che non installa il boot loader).

--password=

Se state utilizzando GRUB, questo comando imposta la password del boot loader GRUB su quella specificata con questa opzione. È consigliabile utilizzarlo per limitare l'accesso alla shell di GRUB, dove è possibile trasmettere opzioni arbitrarie del kernel.

--md5pass=

Se state usando GRUB, il comando è simile a --password=, solo che la password dovrebbe essere già criptata.

--useLilo

Usa LILO invece di GRUB come boot loader.

--linear

Se state utilizzando LILO, potete usare l'opzione linear, che serve solo per la compatibilità con le opzioni precedenti ed è ormai utilizzata come default.

--nolinear

Se state utilizzando LILO, potete usare l'opzione nolinear; l'opzione di default è linear.

--lba32

Se usate LILO, potete imporre l'utilizzo della modalità lba32 invece dell'autorilevamento.

--upgrade

Aggiorna la configurazione del boot loader esistente, conservando le vecchie entry. Quest'opzione è disponibile solo per gli aggiornamenti.

clearpart (facoltativo)

Rimuove le partizioni dal sistema prima di crearne di nuove. Per default, non viene rimossa alcuna partizione.

NotaNota Bene
 

Se utilizzate il comando clearpart, allora non potete usare il comando --onpart su una partizione logica.

--all

Cancella tutte le partizioni dal sistema.

--drives=

Specifica da quali unità vanno cancellate dalle partizioni. Per esempio, il seguente cancella le partizioni sui primi due dispositivi sul controller IDE primario:

clearpart --drives hda,hdb
--initlabel

Inizializza l'etichetta del disco secondo il default stabilito per la vostra architettura (msdos per x86 e gpt per Itanium). È utile per evitare che il programma di installazione chieda se deve inizializzare l'etichetta del disco in caso di installazione su un nuovo disco fisso.

--linux

Cancella tutte le partizioni Linux.

--none (default)

Non rimuovere alcuna partizione.

cmdline (facoltativo)

Effettuare l'installazione in una modalità della linea di comando completamente non-interattiva. Qualsiasi prompt per l'interazione, fermerà l'installazione. Questa modalità è utile sui sistemi S/390 con una console x3270.

device (opzionale)

Sulla maggior parte dei sistemi PCI il programma d'installazione effettua correttamente l'autorilevamento per le schede Ethernet e SCSI. Sui sistemi meno recenti e su alcuni sistemi PCI, è necessario specificare il tipo di periferica. Il comando device, che indica al programma di installazione di installare moduli aggiuntivi, ha il seguente formato:

device <type> <moduleName> --opts=<options>

<tipo>

Sostituire con scsi o eth.

<NomeModulo>

Sostituire con il nome del modulo del kernel da installare.

--opts

Opzioni da passare al modulo del kernel. È possibile trasmettere opzioni multiple solo tra virgolette. Per esempio:

--opts="aic152x=0x340 io=11"
driverdisk (facoltativo)

I dischetti del driver possono essere utilizzati durante le installazioni kickstart. Dovete copiarne i contenuti nella directory root di una partizione sul disco fisso del sistema. Utilizzate poi il comando driverdisk per indicare al programma di installazione dove cercare il dischetto dei driver.

driverdisk <partition> [--type=<fstype>]

Alternativamente, può essere specificata una posizione di rete per il dischetto dell'unità:

driverdisk --source=ftp://path/to/dd.img
driverdisk --source=http://path/to/dd.img
driverdisk --source=nfs:host:/path/to/img

<partizione>

Partizione che contiene il dischetto dei driver.

--type=

Tipo di File system (per esempio, vfat o ext2).

firewall (facoltativo)

Questa configurazione corrisponde alla schermata Configurazione del firewall nel programma d'installazione:

firewall --enabled|--disabled [--trust=] <device> [--port=]

--enabled

Rifiutare i collegamenti in entrata che non corrispondono alle richieste in uscita, come ad esempio le repliche DNS o le richieste DHCP. Se è necessario l'accesso ai servizi in esecuzione se questa macchina, potete scegliere di abilitare servizi specifici attraverso il firewall.

--disabled

Non configurare le regole iptables.

--trust=

Indicando un dispositivo, come eth0, consentite a tutto il traffico in entrata da quel dispositivo di attraversare il firewall. Per indicare più di un dispositivo, usate --trust eth0 --trust eth1. NON usate un formato separato da virgola, come --trust eth0, eth1.

<inentrata>

Sostituite con una delle seguenti alternative (o con più di una) per autorizzare i servizi specificati ad attraversare il firewall.

  • --ssh

  • --telnet

  • --smtp

  • --http

  • --ftp

--port

Potete specificare che le porte siano autorizzate ad attraversare il firewall utilizzando il formato porta:protocollo. Per esempio, per abilitare l'accesso IMAP attraverso il vostro firewall, specificare imap:tcp. Potete inoltre indicare le porte numeriche in modo esplicito; per esempio, per autorizzare i pacchetti UDP attaraverso la porta 1234, specificate 1234:udp. Se volete indicare porte multiple, separatele con delle virgole.

firstboot (facoltativo)

Determinare se Agent Setup inizia quando si avvia per la prima volta il sistema. Se abilitato, il pacchetto firstboot deve essere installato. Se non specificato, questa opzione è disabilitata per default.

--enable

Agent Setup viene iniziato quando si avvia il sistema per la prima volta.

--disable

Agent Setup non viene iniziato quando si avvia il sistema per la prima volta.

--reconfig

Abilitare Agent Setup in modo che inizi al momento dell'avvio in modalità di riconfigurazione. Questa modalità abilita la lingua, il mouse, la tastiera, la password di root, il livello di sicurezza, il fuso orario, e le opzioni di configurazione del networking in aggiunta a quelle di default.

install (facoltativo)

Indica al sistema di installare un nuovo sistema al posto di aggiornarne uno esistente. Si tratta della modalità di default. Dovete specificare il tipo di installazione: cdrom, harddrive, nfs o url (per installazioni via ftp o http). Il comando install e il comando del metodo d'installazione devono essere righe separate.

cdrom

Installa dalla prima unità CD-ROM sul sistema.

harddrive

Installa da un albero di installazione Red Hat su un'unità locale (vfat o ext2).

  • --partition=

    Partizione da cui installare (per esempio, sbd2).

  • --dir=

    Directory contenente l'albero d'installazione di RedHat.

Per esempio:

harddrive --partition=hdb2 --dir=/tmp/install-tree
nfs

Installa dal server NFS specificato.

  • --server=

    Server dal quale installare (hostname o IP).

  • --dir=

    Directory contenente l'albero d'installazione di RedHat.

Per esempio:

nfs --server=nfsserver.example.com --dir=/tmp/install-tree
url

Installa da un albero di installazione Red Hat su un server remoto via FTP o HTTP.

Per esempio:

url --url http://<server>/<dir>

oppure:

url --url ftp://<username>:<password>@<server>/<dir>
interactive (facoltativo)

Utilizza le informazioni fornite nel file kickstart durante l'installazione, autorizzando nel contempo il controllo e la modifica dei valori dati. Vi viene mostrata ogni schermata del programma di installazione con i valori presi dal file kickstart. Potete accettare i valori facendo clic sul pulsante Avanti oppure potete cambiarli e poi fare clic su Avanti per continuare. Vedere anche autostep.

keyboard (obbligatorio)

Imposta il tipo di tastiera del sistema. Ecco un elenco delle tastiere disponibili sulle macchine i386, Itanium e Alpha:

be-latin1, bg, br-abnt2, cf, cz-lat2, cz-us-qwertz, de,
de-latin1, de-latin1-nodeadkeys, dk, dk-latin1, dvorak, es, et,
fi, fi-latin1, fr, fr-latin0, fr-latin1, fr-pc, fr_CH, fr_CH-latin1,
gr, hu, hu101, is-latin1, it, it-ibm, it2, jp106, la-latin1, mk-utf,
no, no-latin1, pl, pt-latin1, ro_win, ru, ru-cp1251, ru-ms, ru1, ru2, 
ru_win, se-latin1, sg, sg-latin1, sk-qwerty, slovene, speakup, 
speakup-lt, sv-latin1, sg, sg-latin1, sk-querty, slovene, trq, ua, 
uk, us, us-acentos

Il file /usr/lib/python2.2/site-packages/rhpl/keyboard_models.py contiene questa lista ed é parte del pacchetto rhpl.

lang (obbligatorio)

Imposta la lingua da usare durante l'installazione. Per esempio, per impostare la lingua italiana, il file kickstart deve contenere le linee seguenti:

lang en_US

Il file /usr/share/redhat-config-language/locale-list fornisce un elenco dei codici della lingu valida nella prima colonna di ogni riga ed é parte del pacchetto redhat-config-languages.

langsupport (obbligatorio)

Imposta la lingua o le lingue da installare nel sistema. Con langsupport si possono usare gli stessi codici lingua usati con lang.

Se desiderate installare una sola lingua, occorre specificarlo. Per esempio, per installare e utilizzare il francese fr_FR:

langsupport fr_FR

--default

Se desiderate installare il supporto lingua per più di una lingua, dovrete indicare il valore di default.

Per installare l'inglese e il francese e usare, per esempio, l'inglese come lingua predefinita dovete procedere così:

langsupport --default=en_US fr_FR

Se utilizzate --default con un'unica lingua, tutte le altre lingue saranno installate con riferimento alla lingua specificatamente impostata come predefinita.

logvol (optional)

Crea un volume logico per la gestione LVM (Logical Volume Managment) con la sintassi:

logvol <mntpoint> --vgname=<name> --size=<size> --name=<name> <options>

Le opzioni sono elencate qui di seguito:

--noformat

Usare un volume logico esistente e non formattatelo.

--useexisting

Usare un volume logico esistente e non formattatelo.

Crea innanzi tutto la partizione, quindi il gruppo di volume logico e infine il volume logico stesso. Per esempio:

part pv.01 --size 3000
volgroup myvg pv.01
logvol / --vgname=myvg --size=2000 --name=rootvol
mouse (obbligatorio)

Configura il mouse per il sistema, sia in modalità testo sia in modalità grafica. Le opzioni sono:

--device=

Specifica il dispositivo su cui si trova il mouse (per es. --device ttyS0).

--emulthree

Se questa opzione viene impostata, il sistema grafico X Window usa simultaneamente il tasto sinistro e quello destro del mouse per emulare il tasto centrale (se ne consiglia l'uso nel caso di mouse a due tasti).

Dopo l'opzione, va indicato il tipo di mouse, scegliendone uno tra i seguenti:

alpsps/2, ascii, asciips/2, atibm, generic, generic3, genericps/2, 
generic3ps/2, genericwheelps/2, genericusb, generic3usb, genericwheelusb, 
geniusnm, geniusnmps/2, geniusprops/2, geniusscrollps/2, geniusscrollps/2+, 
thinking, thinkingps/2, logitech, logitechcc, logibm, logimman, 
logimmanps/2, logimman+, logimman+ps/2, logimmusb, microsoft, msnew, 
msintelli, msintellips/2, msintelliusb, msbm, mousesystems, mmseries, 
mmhittab, sun, none

Questa lista puó essere trovata nel file /usr/lib/python2.2/site-packages/rhpl/mouse.py, che é parte del pacchetto rhpl.

Se il comando del mouse viene indicato senza argomenti, o viene omesso, il programma d'installazione cerca di rilevare automaticamente il tipo di mouse collegato al computer. Questa procedura funziona per la maggior parte dei mouse moderni.

network (opzionale)

Configura le informazioni di rete per il sistema. Se l'installazione kickstart non richiede il networking (in altre parole non è installata via NFS, HTTP o FTP), il networking non viene configurato per il sistema. Se l'installazione richiede il networking e le informazioni di rete non vengono fornite nel file kickstart, il programma d'installazione suppone che l'installazione debba avvenire tramite eth0 via indirizzo IP dinamico (BOOT/DHCP) e configura il sistema finale, installato per determinare dinamicamente l'indirizzo IP. L'opzione network configura le informazioni di networking per le installazioni kickstart tramite rete e per il sistema installato.

--bootproto

dhcp, bootp o static.

Il default è dhcp. Le impostazioi dhcp e bootp vengono trattate nello stesso modo.

Il metodo DHCP si serve di un server DHCP per ottenere la propria configurazione di rete. Com'è intuibile, il metodo BOOTP si serve di un server BOOTP. Per indicare al sistema di utilizzare DHCP:

network --bootproto=dhcp

Invece, per indicare alla macchina di utilizzare BOOTP per ottenere i parametri di configurazione per la propria rete, inserite la linea che segue nel file kickstart:

network --bootproto=bootp

Il metodo statico richiede che tutte le informazioni relative alla rete siano inserite nel file kickstart. Come suggerisce il nome stesso, queste informazioni sono statiche e saranno utilizzate durante l'installazione, nonché in seguito. La linea per il networking statico è più complessa, poiché deve contenere tutte le informazioni relative alla configurazione di rete. Dovete specificare l'indirizzo IP, la maschera di rete, il gateway e il server dei nomi. Ecco un esempio (il backslash \ indica che tutto si trova sulla stessa linea):

network --bootproto=static --ip=10.0.2.15 --netmask=255.255.255.0 \
--gateway=10.0.2.254 --nameserver=10.0.2.1

Se utilizzate il metodo statico, dovete tenere presente le due restrizioni qui sotto indicate:

  • Tutte le informazioni statiche sulla configurazione del networking devono essere specificate su un'unica riga. Non è possibile, per esempio, andare a capo usando un backslash ("\").

  • Potete specificare solo un server di nomi. Comunque, potete utilizzare la sezione %post del file kickstart (vedere la Sezione 9.7) per aggiungere, se necessario, altri server di nomi.

--device=

Utilizzato per selezionare un dispositivo Ethernet specifico da installare. Il comando --device= non è efficace a meno che il file kickstart non sia un file locale (come per esempio ks=floppy), poichè il programma di installazione configurerà la rete in modo da trovare il file kickstart. Per esempio:

network --bootproto=dhcp --device=eth0
--ip=

Indirizzo IP per la macchina da installare.

--gateway=

Gateway di default come indirizzo IP.

--nameserver=

Server di nomi primario, come indirizzo IP.

--nodns

Non configura alcun server DNS

--netmask

Maschera di rete per il sistema installato

--hostname

Nome dell'host per il sistema installato

part o partition (necessario per le installazioni, ignorato per gli aggiornamenti)

Crea una partizione sul sistema.

Se è presente più di una installazione Red Hat Enterprise Linux sul sistema in partizioni diverse, il programma di installazione richiede all'utentequale installazione aggiornare.

AttenzioneAvvertenza
 

Tutte le partizioni create saranno formattate nel corso del processo di installazione, a meno che non siano in uso --noformat e --onpart.

<mntpoint>

La sezione <mntpoint> indica il punto in cui la partizione viene montata e deve avere una delle seguenti forme:

  • /<percorso>

    Per esempio: /, /usr, /home

  • swap

    La partizione viene usata come spazio di swap.

    Per determinare la dimensione della partizione swap automaticamente, utilizzate l'opzione --recommended:

    swap --recommended

    La partizione swap generata in modo automatico avrà una dimensione minima non inferiore alla quantità di RAM del sistema e non superiore al doppio della stessa.

  • raid.<id>

    La partizione viene usata per il RAID software (si veda raid).

  • pv.<id>

    La partizione verrà utilizzata per l'LVM si veda logvol).

--size=

La dimensione minima della partizione, misurata in megabyte. Indicate un valore intero, come per esempio 500. Non aggiungete MB dopo il numero.

--grow

Indica alla partizione di "allargarsi" e di occupare tutto lo spazio disponibile oppure di raggiungere la dimensione massima impostata.

--maxsize=

Imposta la dimensione massima della partizione nel caso sia stata selezionata l'opzione grow. Specificate un valore intero e non aggiungete MB dopo il numero.

--noformat

Indica al programma di installazione di non formattare la partizione, da usare con il comando --onpart.

--onpart= or --usepart=

Posiziona la partizione sul dispositivo già esistente. Per esempio:

partition /home --onpart=hda1

inserisce /home su /dev/hda1, che deve già essere presente.

--ondisk= o --ondrive=

Impone che la partizione sia creata sul disco specificato. Per esempio, --ondisk=sdb crea la partizione sul secondo disco presente sul sistema.

--asprimary

Impone l'allocazione automatica della partizione come partizione primaria, se così non può essere, la partizione non viene creata.

--type= (sostituita da fstype)

Questa opzione non è più disponibile. Utilizzate fstype.

--fstype=

Imposta il tipo di filesystem per la partizione. Dei valori validi sono ext2, ext3, swap e vfat.

--start=

Specifica il cilindro di partenza per la partizione. Richiede che venga specificata un'unità con --ondisk= oppure ondrive=. Richiede inoltre che il cilindro finale venga specificato con --end= o che la dimensione della partizione venga specificata con --size=.

--end=

Specifica il cilindro finale per la partizione. È necessario che il cilindro di partenza venga specificato con --start=.

NotaNota Bene
 

Se dovesse fallire la fase di partizionamento del disco, compare il messaggio di diagnostica sulla console virtuale 3.

raid (opzionale)

Assembla un dispositivo RAID software. Questo comando ha la forma seguente:

raid <mntpoint> --level=<level> --device=<mddevice> <partitions*>

<mntpoint>

Indica la posizione in cui è montato il filesystem RAID. Se si tratta di /, il livello RAID deve essere 1, a meno che non sia presente una partizione boot (/boot). Se tale partizione esiste ed è di livello 1, la partizione root (/) può essere di qualsiasi tipo. La sezione <partizioni*> (che indica la possibilità di elencare partizioni multiple), elenca gli identificatori RAID da aggiungere all'array RAID.

--level=

Livello RAID da usare (0, 1, o 5).

--device=

Nome del dispositivo RAID da utilizzare (come per esempio md0 o md1). I dispositivi RAID variano da md0 a md7 e ognuno di essi può essere usato una volta sola.

--spares=

Indica il numero di unità spare allocate per l'array RAID. Le unità spare (di riserva) vengono utilizzate per ricostruire l'array in caso di problemi.

--fstype=

Imposta il tipo di filesystem per l'array RAID. Dei valori validi sono ext2, ext3, swap e vfat.

--noformat

Usare un dispositivo RAID esistente e non formattare l'array RAID.

--useexisting

Usare un dispositivo RAID esistente e riformattatelo.

L'esempio riportato di seguito spiega come creare la partizione RAID di livello 1 per / e un RAID di livello 5 per /usr, presumendo che esistano tre dischi SCSI sul sistema. Crea inoltre tre partizioni swap, una su ogni unità.

part raid.01 --size=60 --ondisk=sda
part raid.02 --size=60 --ondisk=sdb
part raid.03 --size=60 --ondisk=sdc
part swap --size=128 --ondisk=sda 
part swap --size=128 --ondisk=sdb 
part swap --size=128 --ondisk=sdc
part raid.11 --size=1 --grow --ondisk=sda 
part raid.12 --size=1 --grow --ondisk=sdb 
part raid.13 --size=1 --grow --ondisk=sdc
raid / --level=1 --device=md0 raid.01 raid.02 raid.03 
raid /usr --level=5 --device=md1 raid.11 raid.12 raid.13
reboot (opzionale)

Riavvia al termine dell'installazione (nessun argomento presente). Di solito, kickstart visualizza un messaggio e aspetta che l'utente prema un tasto, prima di effettuare il riavvio.

rootpw (obbligatorio)

Imposta la password di root del sistema su <password>.

rootpw [--iscrypted] <password>

--iscrypted

Se questa opzione è presente, la password viene considerata già cifrata.

skipx (facoltativo)

Se questa opzione è presente, X non viene configurato sul sistema installato.

text (opzionale)

Esegue l'installazione kickstart in modalità testo. Per default, le installazioni kickstart vengono eseguite in modalità grafica.

timezone (obbligatorio)

Imposta il fuso orario del sistema su <fusoorario> che può essere scelto tra i fusi elencati in timeconfig.

timezone [--utc] <timezone>

--utc

Se presente, il sistema presuppone che nell'orologio hardware sia impostata l'ora UTC (meridiano di Greenwich).

upgrade (opzionale)

Indica al sistema di aggiornare un sistema esistente invece di installarne uno nuovo. Dovete specificare la posizione dell'albero di installazione, scegliendo tra cdrom, disco fisso, nfs o url (per ftp e http). Per i dettagli si veda install.

xconfig (opzionale)

Configura il sistema X Window. Se questa opzione non è specificata, l'utente dovrà configurare manualmente X durante l'installazione, se X era già installato. Questa opzione non dovrebbe essere utilizzata se X non viene installato sul sistema finale.

--noprobe

Non rileva il monitor.

--card=

Usa la scheda specificata. Il nome della scheda grafica deve essere presente nell'elenco contenuto in /usr/share/hwdata/Cards dal pacchetto hwdata. L'elenco delle schede puó anche essere trovato sulla schermata X Configuration del Configurazione Kickstart. Se questa opzione non è specificata, allora il programma di installazione rileva il bus PCI per la scheda. Poiché AGP fa parte del bus PCI, le schede AGP vengono rilevate se è presente il supporto. L'ordine di rilevamento viene determinato in base all'ordine di scansione PCI della scheda madre.

--videoram=

Specifica la quantità di RAM video contenuta nella scheda video.

--monitor=

Usa il monitor specificato. Il monitor deve essere presente nell'elenco dei monitor in /usr/share/hwdata/MonitorsDB dal pacchetto hwdata. L'elenco delle schede puó anche essere trovato sulla schermata X Configuration di Configurazione Kickstart. Questa opzione viene ignorata se sono forniti --hsync o --vsync. Se non vengono indicate informazioni sul monitor, il programma di installazione cerca di rilevarlo automaticamente.

--hsync=

Indica la frequenza orizzontale del monitor.

--vsync=

Specifica la frequenza verticale del monitor.

--defaultdesktop=

Imposta il desktop di default GNOME o KDE (e presuppone che GNOME e/o KDE siano stati installati tramite il comando %packages).

--startxonboot

Usa un login grafico sul sistema installato.

--resolution=

Indica la risoluzione di default per il sistema X Window sul sistema installato. Dei valori validi sono 640x480, 800x600, 1024x768, 1152x864, 1280x1024, 1400x1050 e 1600x1200. Assicuratevi di specificare una risoluzione compatibile con la scheda video e il monitor.

--depth=

Indica la profondità di colore di default per il sistema X Window sul sistema installato. Dei valori validi sono 8, 16, 24 e 32. Assicuratevi di specificare una profondità di colore compatibile con la scheda video e il monitor.

volgroup (optional)

Crea un gruppo LVM (Logical Volume Management) con la sintassi:

volgroup <name> <partition> <options>

Le opzioni sono elencate qui di seguito:

--noformat

Usare un gruppo di volume esistente e non formattatelo.

--useexisting

Usare un gruppo di volume esistente e riformattatelo.

Crea innanzi tutto la partizione, quindi il gruppo di volume logico e infine il volume logico stesso. Per esempio:

part pv.01 --size 3000
volgroup myvg pv.01
logvol / --vgname=myvg --size=2000 --name=rootvol
zerombr (opzionale)

Se viene specificato zerombr e l'unico argomento indicato è yes, qualsiasi tabella delle partizioni non valida trovata sui dischi viene inizializzata. Attivando questa opzione, viene rimosso il contenuto dei dischi con le tabelle delle partizioni non valide. Questo comando dovrebbe avere la forma seguente:

zerombr yes

Nessun'altra forma risulta valida.

%include

Utilizzate il comando %include/path/to/file per inserire nel file kickstart il contenuto di un altro file, come se tale contenuto si trovasse nella posizione del comando %include all'interno del file kickstart.