Se vi è una cosa che è in grado d'impegnare la maggior parte delle attenzioni di un amministratore, non vi è dubbio che essa sia rappresentata dalla gestione dello storage. A questo proposito potrebbe sembrare che lo spazio non sia mai sufficiente, e che sia sempre sovraccarico di attività I/O. Per questo motivo è molto importante avere una certa conoscenza dello storage del disco.
Prima di gestire lo storage è molto importante comprendere l'hardware sul quale vengono conservati i dati. Se non avete una buona conoscenza delle funzioni dei dispositivi mass-storage, vi potreste trovare in una situazione in cui vi si presenta un problema riguardante lo storage, ma non avete una conoscenza tale da sapere a cosa sia dovuto. Ottenendo alcune informazioni sul funzionamento hardware, sarete in grado di determinare se il sottosistema storage del vostro computer funzioni in modo corretto.
La maggior parte dei dispositivi mass-storage utilizzano media rotanti, e un accesso di tipo randomico dei dati sui media in questione. Ciò significa che i seguenti componenti sono quasi sempre presenti in quasi tutti i dispositivi di mass-storage:
Disk platter
Dispositivo di lettura/scrittura dei dati
Braccia d'accesso
Le seguenti sezioni affrontano i suddetti componenti in modo più dettagliato.
I media rotanti utilizzati dalla maggior parte dei dispositivi di mass storage hanno una sembianza di un vero e proprio piatto circolare. Il piatto può essere composto da diversi materiali, come alluminio, vetro e policarbonato.
La superficie di ogni piatto viene trattata in modo da poter conservare i dati. La natura esatta del trattamento dipende dal tipo di tecnologia usata per la gestione dei dati. La tecnologia più comune è basata sulla proprietà del magnetismo; in questi casi i piatti vengono ricoperti di un composto con caratteristiche magnetiche elevate.
Un'altra tecnologia di conservazione dati molto comune, è basata su principi ottici; in questi casi i piatti sono ricoperti con un materiale che presenta delle proprietà ottiche in grado di essere modificate, permettendo così una conservazione dati seguendo una modalità ottica [1].
Non ha impotanza quale tecnologia utilizzate, i piatti ruotano in modo tale che la loro superficie ruoti oltre un altro componente — il dispositivo di lettura/scrittura dei dati.
Il dispositivo di lettura/scrittura dei dati rappresenta il componente che trasforma i bit ed i byte sui quali un sistema computerizzato opera, in elementi ottici o magnetici necessari per interagire con il materiale che ricopre la superficie dei piatti del disco.
Talvolta le condizioni nelle quali i suddetti dispositivi operano sono molto impegnativi. Per esempio in mass-storage magnetici il dispositivo di lettura/scrittura (conosciuto come testine), deve essere molto vicino alla superficie del piatto. Tuttavia se la testina e la superficie del disco si toccano, la frizione risultante potrebbe danneggiare severamente sia la testina che il piatto del disco. Per questo motivo, le superfici della testina e quella del disco, devono essere pulite accuratamente, con l'utilizzo da parte della testina di una pellicola d'aria sviluppata dai piatti in modo da sovrastare il disco "flying" ad una distanza minore a quella ricavata dallo spessore di un capello di una persona. Ecco perchè i dischi magnetici sono sensibili all'urto, a variazioni di temperatura, ed altro.
Le difficoltà che si possono incontrare con le testine ottiche sono diverse da quelle che si possono incontrare con l'utilizzo delle testine magnetiche — in questo caso la testina deve rimanere ad una distanza costante dal piatto. In caso contrario, le lenti utilizzate per la messa a fuoco, non sono in grado di produrre una immagine sufficientemente chiara.
In entrambi i casi le testine utilizzano una piccolissima quantità di superficie per la conservazione dei dati. Durante la rotazione del piatto sottostante alle testine, l'area interessata prende una forma di una riga circolare molto sottile.
Se questo è il funzionamento dei dispositivi mass storage, ciò significherebbe che oltre il 99% della superficie del piatto non verrebbe utilizzata. In questo caso si possono montare delle testine aggiuntive, ma per poter usufruire di tutta la superficie in questione, dovremmo montare più di mille testine. Quello che invece risulta essere necessario è una testina in grado di essere posizionata sui diversi punti del piatto.
Utilizzando una testina collegata ad un braccio in grado di muoversi sopra l'intera superficie del piatto, è possibile sfruttare pianamente la capacità di gestione dei dati del piatto. Tuttavia, il braccio d'accesso deve essere in grado di eseguire quanto segue:
Essere in grado di muoversi molto velocemente
Essere molto preciso
Il braccio d'accesso deve muoversi molto rapidamente, poichè il tempo necessario per muovere la testina da un punto ad un altro, rappresenta un tempo morto. Questo perchè durante tale operazione non è possibile leggere o scrivere alcun dato fino a quando il braccio non sia fermo[2].
Il braccio deve essere in grado di muoversi con molta precisione, in quanto l'area in questione è molto piccola. Per questo motivo, per utilizzare la capacità di conservazione del piatto, è necessario muovere con precisione le testine in modo tale da non sovrascrivere i dati già esistenti. Tale operazione suddivide la superficie del piatto in migliaia di "cerchi" concentrici o tracce. Il movimento del braccio da una traccia ad un'altra viene indicato come ricerca, ed il tempo relativo a tale ricerca viene chiamato tempo di ricerca.
Dove ci sono piatti multipli (o un piatto con entrambe le superfici utilizzate per la conservazione dei dati), le braccia per ogni superficie sono collegate insieme in modo da permettere l'accesso simultaneo della stessa traccia su ogni superficie. Se le tracce su ogni superficie possono essere visualizzate tramite l'accesso attraverso una traccia determinata, esse potrebbero apparire una sull'altra, ottenendo una forma cilindrica, e per questo motivo l'insieme di tracce accessibili in una determinata posizione è conosciuto come un cilindro.
| [1] | alcuni dispositivi ottici — le unità CD-ROM — utilizzano approcci diversi per la conservazione dei dati, tali differenze verranno affrontate più in avanti. |
| [2] | In alcuni dispositivi ottici (come ad esempio le unità CD-ROM), il braccio d'accesso è in continuo movimento, causando una descrizione di un percorso a spirale attraverso la superficie del piatto. Questo rappresenta una differenza sostanziale sull'uso del mezzo di conservazione dei dati, e riflette le origini del CD-ROM come mezzo diconservazione di musica, dove il recupero continuo dei dati rappresenta una operazione più frequente rispetto alla ricerca specifica di un dato. |